Santuario & C.

Il Santuario del ss. Crocifisso di Bocasorge a meta' strada tra Boca e Grignasco, in mezzo a boschi ombrosi. Fino ad alcuni decenni fa', era circondato da vigneti. (Vedi nella sezione STORIA DI BOCA ).

La sua origine risale ad una cappella detta "delle anime purganti" che si trovava ad un chilometro dal paese e piu' precisamente al dipinto di quella cappella raffigurante il Divino Crocifisso, con un angelo che raccoglie nel calice il sangue zampillante dal costato di Gesu'. Una semplice rappresentazione senza pretese di arte, ma richiamo di fede ai viandanti.
La devozione per la cappella crebbe e si divulgo' verso la meta' del 1700 in seguito alla guarigione di un fanciullo da un attacco convulsivo e alla liberazione del mercante di lana e tela Giovanni Battista Curioni assalito dai briganti.
L'afflusso dei devoti rese necessaria la costruzione di una prima chiesa in base al disegno di Domenico Magistrino, sacerdote di Maggiora, il quale pose la prima pietra il 16 agosto 1768. Ma presto la prima chiesa risulto' insufficiente col crescere dell'affluenza delle folle.

Si arrivo' cosi' all'attuale maestoso tempio che e' opera dell'Antonelli nato a Ghemme e residente a Maggiora. La prima pietra fu posta nel 1822 e la costruzione termino' dopo tante fatiche nel 1917. L' Antonelli non pote' portare a termine l'edificio, che infatti non appare sormontato dall'alta guglia prevista dal progetto, e lo stesso e' stato anche assai modificato da successivi interventi e restauri. Il progetto prevedeva la realizzazione di un'opera dalle caratteristiche eccezionali: un tempio lungo 45 metri a tre navate con 26 colonne, una navata centrale alta 51 metri, un pronao con 16 colonne alte oltre 10 metri, una torre campanaria di 119 metri. Lo studio originale fu in seguito ridimensionato per ragioni economiche, inoltre nel 1907 il santuario subi' un grave crollo.
SANTISSIMO CROCIFISSO
BOCA (N0) - 28010 - tel. 0322/87.142

Il servizio religioso è svolto dai sacerdoti della Diocesi di Novara
Orario delle Messe festive: estate 9.00 - 11.00 - 17.00 - inverno 9.00 - 11.00 - 16.00



La chiesa Parrocchiale di S.Gaudenzio

come la vediamo oggi dovette nel 1968 subire la demolizione delle tre navate e della facciata in pericolo di crollo e fu poi ricomposta con nuova facciata ed unica navata priva di qualsiasi tipo di abbellimento. Fu in origine costruita in epoca medioevale su di uno dei rilievi sui quali sorgeva il Paese e dominava le casupole dell’abitato stesso e consisteva in realtà in un piccolo oratorio con campanile esterno. Dedicata allo Spirito Santo divenne Parrocchiale nel XIV secolo e subì nel corso degli anni successivi varie trasformazioni ed ingrandimenti finché nel 1682 il Parroco Don Ferrario fece modellare le navate laterali con arcate sorrette da colonne di granito d’Alzo riccamente affrescate e successivamente le volte in muratura. L’altare in marmi pregiati è dominato da un quadro del 1700 di autore ignoto, raffigurante la “Gloria di S. Gaudenzio”. A destra del presbiterio si trova il precedente altare maggiore sostituito nel 1786, un capolavoro ligneo di probabile scuola Valsesiana che dovrebbe rappresentare con tutta la sua maestosità “le porte del Paradiso” (attualmente rimosso per restauro). "...l'altare maggiore di marmi pregiati, è sormontato da svelto tempietto: fu compiuto nel 1786 e sostitui l'altro in legno, artisticamente migliore, ma cadente, il quale trovasi ora in abbandono nella chiesetta del cimitero, in attesa di essere riabilitato..." (Da Novaria Sacra). A sinistra del presbiterio, si ha un quadro raffigurante “Santa Maria Maddalena de Pazzi” (attualmente rimosso per restauro). A sinistra del portale principale si trova un affresco raffigurante “Maria Ausiliatrice”, e nella navata sinistra si trovano una tela “Sant’Anna con la Madonna Bambina” e “Il transito di San Giuseppe”. Nella navata di destra le tele “San Francesco da Paola” e “San Francesco Saverio”. Originariamente questi quadri si trovavano negli altari laterali della Chiesa.
L’ingresso principale della Chiesa comunicava con la piazza sottostante per mezzo di una lunga scala in muratura poi sostituita nel 1935 dall’attuale in granito a doppia rampa.
E' intenzione della parrocchia e del paese ripristinarne l'antica bellezza artistica.
PARROCCHIA S. GAUDENZIO DI BOCA
Via Senato 12 - 28010 BOCA (NO)
tel: 0322 87105

Sempre a S. Gaudenzio era dedicata la chiesa ora inglobata dal cimitero che si trova percorrendo la Traversagna uscendo da Boca e prima di incontrare il Santuario. Gli "Editti Napoleonici" imposero lo spostamento dei cimiteri al di fuori dei centri abitati, e quindi nel 1807 si delibero' la costruzione del cimitero attorno a questa chiesa fino allora isolata. La prima costruzione di questa chiesa e' veramente antica, e l'incisione di una data 1602 sul muro esterno ne attesta un primo restauro. All'interno della chiesa sulla parete sinistra sono ben visibili i resti di un muro romanico. Lungo le pareti si possono vedere degli affreschi purtroppo deteriorati. Qui si trovava anche un altare ligneo che ora e' in restauro. Nel 2011 si sono conclusi alcuni lavori di restauro, effettuati dal Comune di Boca grazie a fondi messi a disposizione dalla Fondazione Banca Popolare di Novara, che hanno permesso di recuperare parte degli intonaci interni e dipinti sulle pareti.



Nei pressi delle Scuole comunali, sorge la chiesa della Madonna delle Grazie. E' stata di recente restaurata nelle opere murarie interne ed esterne e rifatto il vialetto che dalla strada conduce all'edificio.



Sulla strada che da Boca porta a Grignasco (la Traversagna) , c'e' una deviazione che conduce alla collina di Montalbano, dove si conservano parte delle strutture dell'antico Castello dei Brusati. Sui muri esterni delle piccole case che si aprono sul cortile si osservano (purtroppo in cattivo stato di conservazione) parte di una serie di affreschi che ritraggono una fortificazione intorno alla quale si muovono personaggi caretteristici di quell'ambiente: soldati, cavalieri, paggi.
Attualmente l'immobile è di proprietà privata.

Leggete la pagina del castello di Montalbano sul sito di www.100castellinovara.it




Un giro per Boca

Piazza Matteotti
( gia’ PIAZZA VITTORIO EMANUELE II )
Questo luogo subì nel corso del 1800 importanti trasformazioni che mutarono l’aspetto stesso dell’abitato. L’unica via d’accesso verso Maggiora era l’attuale Via Costa, che ora porta solo sino al Campo Sportivo. La stessa quivi si incrociava, in una breve piazzetta di fronte alla Cappella della Madonna, con la strada per Cavallirio (allora Via Aranco), quella per Novara e Milano (Via Cobianchi) e quella per il S.Crocifisso e Grignasco.
Quest’ultima proseguiva, dopo l’incrocio, verso il Crocifisso, lungo le case esistenti ed il caseggiato del Marchese Rovida. Larga circa 4 metri, era in depressione e compresa tra gli edifici ed il muretto alto circa un metro che la divideva dai terreni coltivati di fronte agli stessi. Fu oggetto di un primo allargamento di poco più di un metro nel 1849 ed infine portata all’attuale dimensione della piazza con la costruzione della nuova strada per Maggiora dopo il 1870.



CAPPELLA DI SANTA MARIA
(E SAN SEBASTIANO)

La Cappella dedicata a Maria Santissima, collocata in un angolo dell’attuale Piazza Matteotti, segna forse il luogo stesso attorno al quale sorse nell’Alto Medioevo il Paese.
Quivi infatti convergevano le antiche strade formando un incrocio (Baucha appunto in lingua germanica) che si diramano tra la pianura verso Milano e Novara e le valli alpine del Sesia e del lago d’Orta.
Presente quindi da noi dall’alto Medioevo, conferma la devozione che le nostre genti hanno sempre avuto per Maria Santissima.
Era venerata nella Cappella anche l’immagine di San Sebastiano, trafitto da frecce, che ora non si può più vedere perché purtroppo coperta da recenti rappezzi d’intonaco.
L’importanza di questo luogo è confermata dal censimento di Carlo V° del 1545, per i “Beni ecclesiastici”, che testimonia come la Cappella stessa in quell’epoca possedesse già beni assegnati per la sua conservazione (prati e campi) derivanti da lasciti precedenti. ll 5 Dicembre 1558 questi beni furono “distribuiti” certo per ricavarne fondi da destinarsi alla Chiesa Parrocchiale (od all’ampliamento della Cappella stessa).
Mantiene ancora oggi, anche se rifatta nell’immagine ed inglobata in confinanti costruzioni, il suo plurisecolare fascino.



Via Senato
CASA COBIANCHI

Viene a comprendere un antico quartiere di Boca ristrutturato tra il ‘600 e ‘700 dalla importante famiglia Cobianchi di Intra, che la utilizzava come residenza estiva. Fu abitata ad inizio ‘800 anche dall’ Avv. Cesare Cobianchi (1811 – 1867), figlio di Vittore e di Vittoria Benelli che portò la sua residenza per molto tempo a Boca facendosi molti amici ed affezionandosi al Paese, tanto che alla sua morte lasciò un’importante rendita annuale che servisse a fornire di dote due ragazze del posto ed un contributo all’Opera Pia per i poveri di Boca. Nel 1882 il Comune gli dedicò la via principale dell’abitato e successivamente al figlio Vittore, ambasciatore del Regno, la piazza di fronte alla Chiesa parrocchiale.


CASA REZZI
Edificio ristrutturato nel 1700, si presenta con pianta da antica villa romana, gravitante con tutte le sue strutture attorno al cortile centrale.
Fu acquisita da Don Andrea Rezzi circa il 1805 dopo la sua nomina a Parroco di Boca. Proveniva da facoltosa famiglia di Crusinallo e visse tra il 1770 ed il 1848.
Fu mantenuta, se pur con qualche successiva miglioria, nel suo aspetto originario. Presenta alcune sale con pregevoli soffitti a “cassettoni” in legno ed un importante camino con cornice in lucido marmo rosso.
Simili camini si trovano anche nella Casa Parrocchiale e nella casa, una volta di proprietà comunale ed abitazione del Cappellano e Maestro di scuola, ora di proprietà Buratti in piazza S.Gaudenzio.


POZZO DI VIA SENATO
Antico pozzo comunitario del quartiere di Via Senato che ha fornito per molti secoli “acqua viva“ alle genti del luogo, fu oggetto di un grave incidente, che fortunatamente ebbe esito positivo, il 30 Marzo 1896, quando la ragazza Bisetti Giulietta di Antonio, nell’attingere acqua, cadde all’ interno.
Fu, dopo l’accorrere di molte persone e grande trambusto, tratta in salvo, non senza rischio, dal contadino Farinosi Giovanni, che l’Amministrazione Comunale propose al Prefetto per una ricompensa al Valor Civile.
(Giulia Bisetti sarebbe poi divenuta moglie di Del Boca Giovanni detto Giuvanin d’la Posta).



Piazza S. Gaudenzio
CHIESA PARROCCHIALE

(Piazza San Gaudenzio ed edifici circostanti )
Costruita in epoca medioevale su di uno dei rilievi sui quali sorgeva il Paese, dominava le casupole dell’abitato stesso consisteva in realtà in un piccolo oratorio con campanile esterno.
Dedicata allo Spirito Santo, come la consimile Chiesa di Maggiora, divenne Parrocchiale nel 14° secolo e subì nel corso dei secoli varie trasformazioni ed ingrandimenti sinchè nel 1682 il Parroco Don Ferrario fece modellare le navate laterali e successivamente le volte in muratura.
L’Altare in legno dorato fu sostituito nel 1786 con l’attuale in pietre pregiate. Servi’, sino al 1812 da luogo di sepoltura, con camera sepolcrale sotto al pavimento della navata centrale; l’ossario era invece esterno e collocato sulla piazzetta laterale.
Tale piazza aveva pure al centro, su ampio basamento in scalini di pietra, una colonna sormontata da croce in ferro (che ora si trova al Cimitero). Era circondata da edifici tra i quali quello che conteneva i grandi torchi in legno per vino e per olio di noce, di proprietà dell’ “Opera Pia”. Una descrizione del torchio si trova in un inventario diocesano ordinato dal Card. Taverna del 1615 della "Confraria di Santo Spirito di Bocha".
In esso si legge:".. un torchio da vino fornito, serrato d'intorno di muraglie et coperto à coppi, d'una verga sola col vaso comune dove si raccoglie il vino, al quale torchio tutti li particolari di detto comune sono obbligati portare il suo vino, et non ad altro torchio sotto pena... ... Nel edificio di detto torchio vi e' una mola à pietra con il suo vaso parimenti di pietra, dove si frangiono le fresi di noce per far l'olio, quale calca, et fa con detta verga di detto torchio, il suo legno incavato sotto, nel qual si mette il... et si calca detto olio... "
Altri edifici da ricordare erano: quello di proprietà comunale della “Cappellania” e sul lato opposto della strada il grande caseggiato del “Beneficio Parrocchiale”. L’ingresso principale della Chiesa comunicava poi con la piazza sottostante per mezzo di una lunga scala in muratura.. L’attuale grande scala a doppia rampa in granito fu costruita nel 1935 dal Penitenziere Don Luigi Fornaia.
La Chiesa che da oltre un secolo presentava segni di cedimento alle strutture, dovette, nel 1968 subire la demolizione delle tre navate e della facciata in pericolo di crollo. Il Sacro Edificio fu poi ricomposto con nuova facciata ed unica navata dal Parroco Don Luigi Zanetta.



PIAZZA DELLA CHIESA
(detta anche poi “ Piazza degli Incanti ” )
Fu già dall’epoca medioevale il “centro” della vita della Comunità. Nei primi anni del '800 doveva conservare ancora il vecchio aspetto, molto differente dall’attuale.
Più stretta, ingombrata da un'unica lunga scala di accesso alla chiesa, che a sua volta aveva al fianco sinistro il grosso edificio del Torchio ad uso comunitario e di proprietà dell’ ”Opera Pia”; dall’altro lato, dopo uno stretto e malagevole viottolo, detto “Carrettino”, la bella casa dell’Avv. Brivio, con ampio muro di cinta verso la piazza stessa e la via principale.
Di fronte, all’angolo ovest, v’era il forno comunale, ormai in rovina, il pozzo comunale all’angolo e quindi varie costruzioni fatiscenti già in uso per botteghe e di proprietà Verzotti, che ad una ad una dal 1765 vennero acquisite per ricavarne i primi locali comunali.
Questi ultimi furono dopo varie rielaborazioni sommarie ceduti nel 1868, quando l’Amministrazione Comunale aveva già acquisito la casa dell’Avv. Brivio per collocarvi le scuole e la casa dell’Avv. Bisetti per il Comune.
Dopo la costruzione delle scuole nuove, terminati nel 1921, l’edificio fu posto in vendita, allargata la Piazza, Via Cobianchi e Vicolo Giordano con l’arretramento dei muri del giardino.



Via Roma
VIA E CASA VESCOVILE

Grande caseggiato posto nella parte più alta del quartiere dell’attuale Via Roma, di origine settecentesca ma ristrutturato nel primo ottocento, fu luogo di riposo estivo per alcuni Vescovi novaresi.
All’interno presentava, verso la facciata, un vasto corridoio-passeggiata sul quale si aprivano, attraverso porte ben modellate, varie stanze con pregevoli affreschi a motivi floreali. Sul lato di levante il complesso terminava con una vasta Cappella Nobiliare con affreschi di buona fattura, tra i quali una “Madonna orante”, staccato quest’ultimo ed asportato negli anni ’40 del passato secolo.
Sul lato opposto, comunicante con la strada, notiamo la rimessa per la carrozza, la scuderia e la scala con sovrastante “belvedere” svettante sui tetti.
Ultimo Vescovo novarese ad abitare l’edificio fu Monsignor Gentile, al tempo in cui si verificarono in Paese forti reazioni anticlericali con manifestazioni di ostilità.



Via Cobianchi
“ CONTRADA PRINCIPALE”

(Via Cesare Cobianchi dal 1882)Si formò al piede della parte alta sulla quale sorgeva il Paese e circondata da caseggiati e muri di confine per antichi orti, così che la si rese angusta.
Anche il suo andamento altimetrico era diverso dall’attuale, quindi nel corso degli anni subì vari ritocchi e migliorie. Pure sulla sua larghezza si intervenne, con rimozione e spostamento di muri ed abbattimento di edifici, così da renderla quasi come ora la vediamo.
Era selciata coi sassi “della Strona” ed aveva il fosso per lo scolo dell’acqua al centro (pure selciato). Le acque meteoriche convergevano tutte alla Piazza della Chiesa, che era molto più bassa ed infine dirette nella valletta a Sud, con fossato che scorreva sotto l’attuale arco visibile all’angolo basso.
Nel 1850 vennero abbassati i livelli del selciato verso il fondo paese, nel 1852 quelli del tratto opposto e posati i primi 69 metri di “rotaie” in granito, incanalando le acque e collocando i chiusini centrali. Nel 1853 furono posati altri 400 metri di “rotaie in granito” ed altri chiusini centrali.
Nel 1851 era stato allargato parte del tronco centrale con rettifica di muri di sostegno di orti ed anche il livello della piazza rialzato sensibilmente.
Nel 1882 la Via fu intitolata a Cesare Cobianchi, così come la piazza della Chiesa nel 1921 lo fu a Vittore Cobianchi.



EDIFICIO COMUNALE AD INIZIO VIA COBIANCHI
Tale fabbricato fu acquisito con atto del 7 Giugno 1867 dal Sindaco Del Boca Isidoro all’Avv. Paolo Bisetti (domiciliato in Bergamo).
Già nel 1874 ebbe a subire importanti lavori di adattamento per essere trasformato in “Municipio” e si creò all’ultimo piano anche l’abitazione del Medico Condotto.
Lavori e successivi interventi di adattamento continuarono nel 1907 ed anche negli anni: 1930, ’33 e ’36.
Infine, dopo la costruzione nel 1966 dell’attuale edificio comunale fu abbattuto per eliminare il disagevole restringimento della strada ed unire così Piazza IV Novembre a Piazza Matteotti.



PIAZZA IV NOVEMBRE
Dopo la modifica della casa acquisita per il Nuovo Comune, si intervenne anche ad allargare Via Cobianchi, dopo la strettoia a fianco dell’edificio.
Furono acquisiti i terreni privati necessari ed uniti a quello allora già di proprietà comunale confinante con la proprietà Farè. Venne cosi’ ricavata una Piazzetta che dopo la fine della guerra 1915-1918, in occasione della posa del monumento ai caduti sulla facciata laterale del Municipio, fu denominata “Piazza IV Novembre”.
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